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COME NASCE IL MAGMA – IL MUSEO E’ CHIUSO DA AGOSTO 2015

Il MAGMA, Museo delle Arti e del Geosito dei Monti Aurunci, è stato inaugurato il 24 luglio del 2010, con la sua prima mostra tematica: Flogisto. Il titolo riecheggiava il nome che gli scienziati – alchimisti del XVII secolo assegnarono a quel fantomatico agente naturale che avrebbe permesso, nella loro concezione del cosmo, la combustione della materia a contatto con il calore. Combustione, fuoco, calore infatti sono gli elementi che accompagnano le attività artistiche di questo Museo, nato accanto ad un vulcano e da cui riceve energia vitale.
Il MAGMA ospita una collezione permanente d’arti figurative (con un’ampia e rappresentativa selezione di artisti nazionali e non), una di design (primo museo del Sud Italia ad ospitare le opere del settore) e, prossimamente, anche una sezione legata al territorio ed al paesaggio. A quest’ultima sarà dedicata una zona in cui l’ospite troverà un ampio archivio fotografico, testi di ricerca e servizi multimediali per lo studio del territorio dei comuni compresi nel “Parco Regionale di Roccamonfina – Foce del Garigliano”.
I suoi ampi spazi presentano un allestimento mobile e versatile, che consente, secondo necessità, l’utilizzo degli spazi per convegni, incontri musicali (possibili anche nell’ampio parco esterno), esposizioni temporanee, etc. E’ anche dotato di numerose salette, all’interno delle quali è possibile realizzare attività didattiche, piccole esposizioni o performance, a seconda della richiesta e del momento. Al momento il Palazzo dei Congressi è in attesa dell’ultimazione dei lavori, da parte della Provincia di Caserta, per l’apertura del teatro. Struttura posta al centro del museo che conterrà circa 700 posti a sedere.
Oltre alle collezioni permanenti espone, periodicamente, in mostre a volta internazionali, artisti affermati, maestri storicizzati, giovani creativi e, parallelamente, l’area geografica in cui si colloca, dichiaratamente tra le più ricche di qualità ambientali in Campania. Il MAGMA trae vantaggio dal suo posizionamento geografico (si trova a ridosso del Garigliano) e sociale (esistono mentalità e tradizioni evidentemente comuni tra le popolazioni dell’alto casertano e del basso Lazio), per proporsi come anello di congiunzione culturale tra il due territori. Il suo slogan è, infatti, “un museo per due regioni”. Il MAGMA ha goduto di varie uscite su quotidiani locali e nazionali, riviste web e cartacee dei settori artistici e di design, e di servizi televisivi su telegiornali e rubriche RAI e di televisioni locali.

M.A.G.M.A.: la Natura come opera d’arte – di Emiliano D’angelo (critico d’arte MAGMA)
Il MAGMA, Museo delle Arti Giovani dei Monti Aurunci, è un progetto espositivo centrato sulle arti figurative ma improntato all’interdisciplinarità: con la sua realizzazione si persegue l’intento di promuovere i valori della bellezza e dell’integrità del territorio compreso nel Parco Regionale del Roccamonfina – Foce del Garigliano, nello sforzo di intercettare nuove vie di comunicazione interna ed esterna. Il Magma include nel suo percorso un allestimento permanente, frutto di selezioni mirate che avverranno nel contesto delle mostre a tema di volta in volta proposte, ma anche procedure di azione creativa, realizzazione di opere nel verde, work – shop aperti o riservati agli artisti ed alle scuole, performance, interventi di Land-Art, incontri e conferenze di natura artistica, scientifica, letteraria. Il binomio Arte/Natura genererà il costituirsi di veri e propri parchi o “horti” d’artista, strutturati come microsistemi indipendenti o come azioni collettive che ruoteranno sempre intorno al tema della Natura e delle sue declinazioni stagionali, delle sue implicazioni poetiche, scientifiche e filosofiche
I Monti Aurunci, posti a formare un argine settentrionale al confine tra territorio campano e laziale, costituiscono oggi un sistema ambientale ancora sostanzialmente inviolato, a fronte di realtà limitrofe sempre più compromesse dall’antropizzazione, dall’inquinamento e dall’abbrutimento urbanistico. La natura si offre qui al visitatore in una veste quasi primitiva, sorgiva, ancestrale, resa ineguagliabile dalla vitale competizione tra gli elementi: il fuoco del vulcano, l’acqua delle sorgenti termali, l’aria fresca dei boschi, la terra fertile e argillosa. Le potenzialità turistico – ricettive offerte da questo territorio sono state sfruttate fino ad oggi in maniera irrisoria: iniziative come MAGMA mirano, per l’appunto, ad incrementare il flusso turistico orientandolo fin da subito verso un’aspettativa di qualità, selettività e sostenibilità ambientale. E mirano, perché no, anche a cementare una koinè culturale che le comunità del Parco hanno sempre sentito in modo molto intenso, ma che non ha mai trovato un’adeguata rappresentazione a livello politico e simbolico.
“Flogisto”, già individuato come evento inaugurale del Magma, è stata la prima rassegna di un ciclo dedicato al meta – tema degli elementi primordiali e della Natura come opera d’arte: il titolo riecheggia il nome che gli scienziati – alchimisti del XVII secolo assegnarono a quel fantomatico agente naturale che avrebbe permesso, nella loro concezione del cosmo, la combustione della materia a contatto con il calore. Più un minerale era infiammabile, più era ritenuto ricco di flogisto: zolfo e carbone erano interamente fatti di flogisto, i metalli ne erano tendenzialmente privi.
L’allusione è, nel nostro caso, alla combustione creativa, al fuoco della civiltà e della bellezza che si sostituisce provvidenzialmente, nel corso della Storia, a quello brutale e distruttivo del vulcano (spento ormai da milioni di anni). La simbologia profondamente ambivalente del fuoco, forgiata fin dall’antichità preclassica dai filosofi della “physis” come Empedocle, Demostene ed Eraclito, rivivrà nelle opere degli artisti selezionati in un confronto drammatico ed avvincente.