Art & Design Gallery

Monica Frisone

ENVY acrilico su MDF cm. 40 x 30 - Monica Frisone - Genova

Monica Frisone
Monica Frisone è in collezione con l’opera: ENVY – acrilico su MDF – cm. 40 x 30

E’ nata nel 1974 a Genova, dove vive e lavora.
Si è diplomata in Lingue e laureata con lode in Scienze Politiche e Diplomatiche Internazionale. Parallelamente agli studi coltiva la passione per il disegno e la pittura che le permette di collaborare con professionisti nel settore i quali contribuiscono alla sua formazione artistica. Con il tempo matura anche l’amore per la fotografia e l’elaborazione digitale della stessa. Tale passione la spinge a dedicarsi completamente all’arte e dal 2007 partecipa e mostre nazionali e internazionali.
Il linguaggio estetico della Frisone è caratterizzato dal “taglio” fotografico delle sue opere grazie alla sapiente unione tra pennello e fotografia ciò rende unici i suoi lavori. La figura femminile, in modo particolare il suo volto, è il soggetto preferito nella sua arte. Indaga la donna come simbolo di grazia e di graffiante bellezza ma analizza anche la sua complessa psicologia: le sue donne sono sublimi e idealizzate.
I suoi lavori si basano principalmente sull’impatto visivo, sulla ricerca dell’eleganza nell’armonia delle forme e sullo studio attento e raffinato dell’accostamento dei colori per creare una luminosità e dei riflessi tonali interessanti. Nel suo stile pittorico è evidente una forte influenza divisionista in cui i colori, accostati puri e divisi anziché mescolati sulla tavolozza, si compongono nella retina e l’effetto che ottiene è di una maggiore luminosità. Tale armonia è interrotta spesso dall’inserimento di note dissonanti poiché il suo intento è di stimolare l’osservatore attraverso cambi cromatici intensi che danno dinamismo alla sua opera.
Negli ultimi anni si dedica particolarmente alla sperimentazione di varie tecniche e nuovi materiali.
I suoi lavori si basano principalmente sull’impatto visivo, sulla ricerca dell’eleganza nell’armonia delle forme e sullo studio attento e raffinato dell’accostamento dei colori, della luminosità e dei riflessi, tali da fornire suggestivi effetti tonali.
Si distingue abbastanza chiaramente nello stile pittorico una forte influenza divisionista, sia pur interpretata in chiave contemporanea, tecnica che si vale del principio che i colori, disposti uno accanto all’altro puri, divisi anziché mescolati, vengono a comporsi tra loro con maggiore luminosità, fondendosi nella retina piuttosto che impastarsi sulla tavolozza.
Spesso cerca di rompere la linea melodica del colore inserendo note dissonanti, avendo come fine ultimo quello di voler suscitare nella superficie dipinta oscillazioni e vibrazioni dinamiche, che si trasmettono allo spettatore; da qui, la sua concezione del quadro come stimolo visivo. Un po’ come per i macchiaioli, il disegno che risulta dal connettersi delle macchie di colore non è il primo, ma l’atto ultimo e conclusivo della pittura, la sintesi che ordina e costruisce nella forma le sensazioni coloristiche e luminose.