Art & Design Gallery

Biagio Castilletti

Biagio Castilletti
E’ in collezione dal 2004, con l’opera “STATO D’ANIMO ” – tecnica mista su tela – cm. 100 x 100 – anno 2004

Biagio Castilletti nasce a Cosimo, in provincia di Ragusa, nel 1966. Sin da giovanissimo s’interessa alla pittura. Comincia l’attività artistica ritraendo i paesaggi barocchi dei luoghi dove ha vissuto. Dalle sue prime tele fuoriescono i colori caldi della sua terra con un realismo impressionante.
Espone per la prima volta nel 2000 a Mons in Belgio, dove ha vissuto per quattro anni, in una mostra collettiva di giovani artisti provenienti da diverse regioni d’Italia allestita all’interno del Quartier Generale della Nato.
In Belgio, Castilletti entra in contatto con artisti di diverse nazionalità con cui ha scambiato idee e cercato nuovi materiali da utilizzare per le sue opere.
La sua ricerca artistica è contaminata anche dall’incontro con la cultura orientale. Lavorando a Taiwan per sei mesi, l’artista rimane affascinato dai pittori del Sol Levante e soprattutto dall’antica arte dei vasi cloisonné. Saranno proprio gli smalti che ispireranno molti dei suoi primi lavori.
Il suo studio, però, si concentra soprattutto sul ritratto di donne che diventano volti quasi “sacrali” o “di altri tempi”.
La sua ricerca è in continuo movimento, ama sperimentare e mettere a punto nuove tecniche: negli anni ha utilizzato prima l’acrilico, poi l’olio e infine l’acquarello, per tornare all’acrilico, sua tecnica prediletta.
L’effetto della sua arte è duplice: da lontano l’immagine appare nitida nei suoi lineamenti, quando ci si avvicina si trasforma in un altro quadro astratto. Biagio Castilletti gioca sulla percezione della mente umana per ricreare delle immagini sempre diverse, in base al punto di vista dell’osservatore, perché il suo obiettivo è di suggerire l’idea di una realtà frammentata, mutevole, soggetta a repentini mutamenti.
Ogni regola è qui dissimulata: le immagini rifuggono da qualsiasi schema formale, si lasciano scoprire lentamente dall’osservatore attraverso un dialogo ricco di emozioni, sentimenti e colori.
Il soggetto principale di questo dialogo è il passare inesorabile del “tempo”, l’ossessione frenetica iniziale causata dall’ansia di controllare le lancette degli orologi si trasforma in una placida rassegnazione.
Possiamo così iniziare un colloquio con noi stessi teso a trovare il nostro tempo che discosta dai gelidi meccanismi di una realtà altera ed indifferente e la volontà di non fermarsi alle apparenze ma di scoprire quello che c’è sotto la materia: l’anima delle cose.