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Roberta Serenari

Roberta Serenari è nata a Bologna e vive e lavora a Sasso Marconi (BO).

La dote naturale di attitudine al disegno dell’infanzia si arricchisce negli anni con lo studio approfondito della pittura ad olio e della storia dell’Arte, avendo come unico maestro lo sguardo attento e appassionato per le opere del passato e contemporanee viste nei musei e nelle gallerie del mondo.

La sua pittura ha la vocazione di condurre ad una riflessione intima, dove prevale una presenza femminile dotata di una misteriosa fascinazione. Protagoniste infatti sono spesso bambine bellissime con sguardi austeri ed algidi, sospese tra scenari metafisici e riferimenti simbolici che ci conducono alla ricerca del sorprendente mistero del “passaggio”, del tempo fugace, del senso dell’attesa e del temuto cambiamento. I titoli delle mostre personali che seguono negli anni, riflettono questo tema preferito. Sono infatti: “In cerca di Alice, Prima colazione, Caro papà, Ho ucciso Biancaneve, Teatro intimo, Nelle molte stanze, Rosa – Rosae, Ma – Donne, Incanto e incantesimo ed altri.

Numerose sono le esposizione in collettive e personali dal 1982 ad oggi, tra cui negli anni 2000, alla galleria Ariete e galleria Forni di Bologna, al Leudo di Genova e alla Davico di Torino. Seguono mostre in sedi istituzionali come Rocca Paolina di Perugia, Palazzo dei Pio a Carpi , Grattacielo Pirelli di Milano, Palazzo Albertini di Forlì, Palazzo Durini di Milano, Castello Orsini Di Soriano Cimino (VT), Palazzo Bottini a Lucca, Fortezza San Leo a Rimini, Palazzo Zanca di Messina, Palazzo Valmarana Braga di Vicenza, Museo Diocesano di Catania, Complesso monumentale Real Sito Belvedere di San Leucio di Caserta, Museo Bargellini Pieve di Cento Ferrara, Fortezza Vecchia di Livorno ed altre. Nel 2011 è invitata da Vittorio Sgarbi a partecipare alla 54° Biennale di Venezia per il Padiglione Italia sezione Emilia Romagna a Palazzo Pigorini di Parma con l’opera “Luna Park”. Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche come il Museo di Cà La Ghironda (BO), il Museo di Logudoro (SS), la Quadreria dell’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, la collezione dell’Hotel Albornoz di Spoleto e la Collezione Permanente di Costa Crociere sulle Navi Costa Deliziosa e Costa Fascinosa.

(…) il contesto in cui Serenari opera e crea può essere interpretato come la concretizzazione oggettiva di un impulso intimistico e romantico, e tuttavia permane ammirevole il segno inconfondibile di un’idealità connessa a valori plastici che sono intrinseci alla figurazione, e che si situa ben oltre la semplice volontà di allestire una visione riconoscibile e rappresentativa. In questa pittura meditata si aprono infatti sfondi narrativi intensi, dove prevale una presenza femminile dotata di una misteriosa fascinazione. Ogni sua composizione è ordinata in un rapporto antiretorico con la realtà, che viene riproposta in chiave volutamente statica, come prodotta da un’appropriazione visiva definita in una temporalità congelata. Padrona di un tratto pittorico di indubbio livello qualitativo, ama analizzare in piena luce le forme più disparate di un mondo concreto ma incongruo, popolato da emanazioni dei sogni e dei ricordi del personaggio femminile adolescente che lo abita, e che ha ormai imparato a dominare la realtà. L’Alice che vive in questi quadri è forse ancora quella di Lewis Carroll, poichè dalla memoria del suo lontano viaggio infantile è rimasto il gusto di reinterpretare lo spazio in prospettive immaginose di atmosfere sospese e persino metafisiche. Ma è anche evidente che si tratta di un’Alice ormai cresciuta, ben capace di distinguere e di scegliere la parte giusta dello specchio.

brano tratto dalla critica di Vittorio Sgarbi