EXCLUSIVE CONTEMPORARY ART

Diego Valentinuzzi

DIEGO VALENTINUZZI (Monfalcone, 1953)

Dopo la frequentazione del triennio “Istituto superiore di Stato per l’artigianato”, la sua attività nel mondo dell’arte ha inizio nel 1974 con la conoscenza del pittore romano Giordano Giurina. Tale incontro lo porta, fino al 1976, ad una assidua frequentazione della capitale, dove approfondisce la sua formazione artistica che matura tuttavia attraverso diverse esperienze compresa quella dell’arte affinata alla cromatologia . In seguito, al rientro nella sua città, collabora sovente con atelier artistici e design per la realizzazione di trompe-l’oeil e decorazioni varie per american bar, discoteche, navi da crociera. Fondamentale l’incontro con diversi galleristi per la diffusione delle sue opere tramite le aste televisive, che gli hanno permesso di valorizzare i suoi lavori in tutta l’Italia settentrionale. Da una ventina d’anni, inoltre, si adopera come interlocutore di rassegne d’arte di artisti giuliani a Venezia presso la Scoletta di San Zaccaria e il Palazzo delle Prigioni Vecchie. Ha collaborato anche per diversi anni con il critico d’arte Vittorio Sutto nella trasmissione televisiva “Il segno e il colore” in onda su Telefriuli. Ha partecipato a due eventi della Biennale di Venezia nel 2009 curata da Daniel Birnbaum e del 2013 con la direzione artistica di Massimiliano Gioni dove, in quest’ultima, gli viene dedicata una pagina personale sul catalogo generale.

Sue opere si trovano in permanenza presso:

_ Messina Sant’Angelo di Brolo “Museo degli Angeli “
_ Teramo Giulianova “ Museo dello Splendore “
_ Mantova Castel d’Ario “ Museo Sartori “
_ Trieste “ Palazzo della Regione”
_ Torino Moncalieri “ Pinacoteca A. Arduino “
_ Gaeta “ Pinacoteca Giovanni da Gaeta “
_ l’Aquila “Museo Sperimentale di Arte Contemporanea”
_ Pescara Nocciano “ Museo delle Arti Castello di Nocciano “
_ Casera Parete “ Museo PAM “ sezione Pop

LA FACCIA DELL’ENIGMA – di Paolo Levi

La linea poetica ed estetica di Diego Valentinuzzi e, mi si creda, non e’ solo apparenza e’ di una garbata surrealtà, portatrice di elementi visivi dotti quanto misteriosi. Egli e’ il piu’ surreale tra gli artisti italiani contemporanei di quella matrice legata al movimento del Surrealismo storico.
Questo enigmatico apollineo della tavolozza opera con malinconia e civile ironia, scandagliando costantemente il proprio inconscio e visualizzando i propri archetipi in chiave prettamente oggettiva.
Del Surrealismo storico, Valentinuzzi ha conservato il concetto dell’arte come irrazionalita’ apparente. Emblematica, in questo caso, la composizione “ Percorsi della memoria “. In effetti, tutta la sua produzione pittorica, suggestiva, rappresenta il riflesso inquieto, di un visionario estremamente lucido nel procedere per simboli ed allusioni.
La sua sperimentazione, risultato “a freddo” di un severo scandaglio del proprio inconscio, che da ombra si trasmuta in luce misterica si svolge all’interno di una relazione dialettica tra un Ego, intensamente vitale, che fa i conti con apparenze materiali, e la presenza essenza di immagini ideali in una godibile frantumazione visionaria.