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Aniello Scotto

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ANIELLO SCOTTO
Aniello Scotto è’ in collezione dal 2008 e nel 2013 ha donato altre 30 opere, alcune di esse provenienti dalla grande Mostra al Maschio Angioino di Napoli denominata “Sacrificium”.

Nato a Napoli il 23 giugno 1959. Ha frequentato a Napoli il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Domenico Spinosa e Bruno Starita.
E’ docente di Tecniche dell’Incisione e di Disegno Classico presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
La sua arte figurativa è caratterizzata da un approfondimento tecnico, la specializzazione stilistica si accompagna ad una, quasi ossessiva, spontaneità di immaginazione e rappresentazione. Artista introverso nell’ispirazione di fondo ma fortemente rappresentativo nella capacità e volontà di esprimere il suo mondo poetico, i suoi stati d’animo.
Nel 1982 riceve un primo importante riconoscimento, il premio “Primo Vere” conferito dall’Accademia Nazionale di San Luca di Roma per l’incisione “ Apocalisse”.
Nel 1986 Scotto incontra il poeta Gerardo Pedicini e, dalla loro amicizia, nasce un volume particolarmente interessante, presentato anche al pubblico spagnolo intitolato “Dodici sonetti ancipiti per dodici capricci incisi”.
Un altro incontro decisivo, per il percorso figurativo del giovane artista, è quello con Pietro Annigoni e Fabrizio Clerici.
Accanto all’attività squisitamente creativa, Scotto colloca quella, anch’essa fondamentale, di docente, aperto alla sensibilità dei giovani.
Sono numerosissime le mostre e le partecipazioni a collettivi artistici, cito solo le più recenti ed importanti, come quella tenuta al Museo di Pulcinella e, nell’aprile 2005, a Villa Campolieto dal titolo “Fuori dal Mito”. Per quest’ultima mostra Scotto rappresenta, finalmente, Pulcinella senza maschera, oltre ogni abusato tradizionalismo ma senza alambicchi pseudo-letterari.
E’ qui che emerge con tutta la sua forza, la personalità cupa e solare dell’artista, la sua prepotente capacità di rappresentazione figurativa insieme ad un coerente uso del colore quasi monocromatico. Questa ricerca continua nel suo nuovo percorso inaugurato con la mostra personale “Io, Domitilla”,è una prostituta pompeiana. Essa ritorna dall’antico passato con tutta la sua forza bacchica, è stupita dalla tragedia che caratterizza la sua condizione e, in fondo, caratterizza e avvolge qualunque vita.